omicidi rituali, altare, satana 666, Allah, LEGA ARABA

[ ma, la maledizione di suo padre Maometto, non scese su di lui! ] Briciole eterne
Mangerai sempre, alla mia mensa.“ gionatan, figlio di Saul, aveva un figlio storpio, il quale aveva cinque anni quando arrivò da Izreel la notizia della morte di Saul e di Gionatan. La balia lo prese e fuggì; in questa sua fuga precipitosa il bambino cadde e rimase zoppo. Il suo nome era Mefiboset. ...Davide disse: «C’è ancora qualcuno della casa di Saul al quale possa fare del bene per amore di Gionatan?» C’era un servo della casa di Saul, di nome Siba, che fu fatto venire da Davide. Il re gli chiese: «Sei tu Siba?» Egli rispose: «Servo tuo». Il re gli disse: «C’è ancora qualcuno della casa di Saul al quale io possa far del bene per amore di Dio?» Siba rispose al re: «C’è ancora un figlio di Gionatan, storpio dei piedi». Il re gli disse: «Dov’è?» Siba rispose al re: «È a Lodebar in casa di Machir, figlio di Ammiel». Allora il re lo mandò a prendere in casa di Machir, figlio di Ammiel, a Lodebar. E Mefiboset, figlio di Gionatan, figlio di Saul, andò da Davide, si gettò con la faccia a terra e si prostrò davanti a lui. Davide disse: «Mefiboset!» Egli rispose: «Ecco il tuo servo!» Davide gli disse: «Non temere, perché, io non mancherò di trattarti con bontà per amore di Gionatan tuo padre, ti restituirò tutte le terre di Saul tuo nonno e tu mangerai sempre alla mia mensa». Mefiboset s’inchinò profondamente e disse: «Che cos’è il tuo servo, perché tu ti degni di guardare un
cane morto come sono io?» Allora il re chiamò Siba, servo di Saul, e gli disse: «Tutto quello che apparteneva a Saul e a tutta la sua casa io lo do al figlio del tuo signore. Tu dunque, con i tuoi figli e con i tuoi servi, coltiverai per lui le terre e gli porterai il raccolto, perché il figlio del tuo signore abbia pane da mangiare; Mefiboset, figlio del tuo signore, mangerà sempre alla mia mensa». Siba aveva quindici figli e venti servi. Siba disse al re: «Il tuo servo farà tutto quello che il re mio signore ordina al suo servo». Mefiboset mangiò alla mensa di Davide come uno dei figli del re. Mefiboset aveva un figlioletto chiamato Mica; tutti quelli che stavano in casa di Siba erano servi di Mefiboset. Mefiboset abitava a Gerusalemme perché, mangiava sempre alla mensa del re. Era zoppo da entrambi i piedi” (2 Samuele 4:4; 9:1-13). Essere storpio. Alla notizia della morte del re Saul e di Gionatan suo figlio, la nutrice di Mefiboset, figlio di Gionatan, prese con sé il bambino e fuggì precipitosamente. il bambino, che aveva 5 anni, durante la fuga cadde, rimanendo per sempre zoppo di entrambi i piedi. La perdita del padre e
del nonno, allora re d’Israele, fu per il ragazzo una vera e propria disgrazia, sia a livello fisico che sociale. Da membro della famiglia reale si ritrovò all’ultimo gradino della scala sociale. Orfano, affidato ad una famiglia fuori Gerusalemme, chi avrebbe detto, che avrebbe potuto ricevere la misericordia del signore? ma, la maledizione di suo padre Maometto, non scese su di lui!

king Saudi Arabia [ nel mio orologio genetico e culturale, io non ho nessuna data da celebrare, da ricordare, no, nessuna domenica, no, nessun compleanno, no nessun rito, no nessuna religione, noi i metafisici della natura divina? noi siamo eterni! ] Edda Fogarollo è la coordinatrice nazionale di ‘Christians for Israel International’, di cui Willem Glashouwer è il presidente, organizzazione mondiale che cura le relazioni tra, i Cristiani e gli Ebrei. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Padova, ha sviluppato studi sul Cristianesimo e sulla Storia della Chiesa in epoca Medievale e Moderna e della Riforma protestante. Ha conseguito un Master Internazionale sulla “Didattica della Shoah” presso l’Università di Roma. Grande esperta di Israele e della politica mediorientale, ha condotto numerosi corsi di formazione, universitaria e seminari sulla Shoah, sulla nascita dello Stato d’Israele e sulla storia dello Stato ebraico. La voce di Israele, Tempo di feste ebraiche di edda Fogaro. Al tramonto di domenica. 16 settembre (il settimo mese nel calendario ebraico, il mese di tishri) è iniziata la stagione autunnale delle Feste ebraiche: rosh Hashana, Yom Kippur e Succot (o festa delle Capanne). La prima di esse è rosh Hashana (letteralmente il Capo dell’anno), conosciuta anche come Capodanno ebraico, e dà l’inizio ad un periodo di pentimento (teshuva) e di umiliazione di nove giorni che culminano con il grande giorno dell’espiazione: Yom Kippur.

[ tutto l'orrore, degli omicidi rituali, commessi sullo altare, di satana 666 Allah, della LEGA ARABA, sotto la egida dello ONU: il sistema massonico Bildenberg Rothschild, che, ha condannato a morte, tutti i cristiani del mondo! ] Missione per la chiesa Perseguitata. notiziario N° 8/9 2012. dio ascolta le richieste di grazia, PAkistAn. Un aggiornamento su Asia Bibi: condannata a morte, nel 2010 per blasfemia contro maometto, il suo appello, contro la sentenza non è stato ancora esaminato dalla giustizia pakistana. 

[ tutto l'orrore, degli omicidi rituali, commessi sullo altare, di satana 666 Allah, della LEGA ARABA, sotto la egida dello ONU: il sistema massonico Bildenberg Rothschild, che, ha condannato a morte, tutti i cristiani del mondo! ] Missione per la chiesa Perseguitata. notiziario N° 8/9 2012. dio ascolta le richieste di grazia, PAkistAn. Un aggiornamento su Asia Bibi: condannata a morte, nel 2010 per blasfemia contro maometto, il suo appello, contro la sentenza non è stato ancora esaminato dalla giustizia pakistana. Oltre 600.000 persone si sono mobilitate per firmare una petizione per la sua libertà. Anche se il governo pakistano non ha dato risposta all’appello legale di Asia Bibi, lei rimane fedele. Quando il giudice emanò la sua sentenza di condanna a morte, lei gli disse: “io ho fede che il mio Signore mi libererà come fece con Daniele, Pietro, Sadrac, Mesac e AbdeNego”. Da quel momento, la sua fede è stata messa alla prova. Asia sa che può essere uccisa in ogni momento, ma sa anche che, non è stata abbandonata da Dio. Due giorni dopo aver ricevuto la sentenza di condanna a morte, nella sua cella, fu improvvisamente risvegliata dal suo sonno profondo. La sua schiena faceva male quando si sollevò dal charpai, una sorta di branda composta di rozze corde intrecciate attorno al telaio di un letto. Mentre Asia ascoltava quel forte cinguettio che l’aveva svegliata, aprì gli occhi e si sforzò di vedere nel buio della sua malsana cella, di tre metri per due. Asia sapeva che quel suono non familiare non poteva provenire da una sveglia, perché non c’era corrente elettrica in quella stanza. Dopo un altro cinguettio, il suo sguardo fu attirato verso la finestra, dove finalmente vide un piccolo uccellino marrone appollaiato sul davanzale. L’inaspettato visitatore salutò Asia qualche secondo prima che il primo chiarore del giorno apparisse all’orizzonte. nel suo momento più buio – depressa, sola e in attesa che la morte potesse sopraggiungere in ogni momento – questo minuscolo uccellino apparve, portandole conforto e incoraggiamento.“il nostro cristo è vivo”Asia, madre di due figlie, è stata imprigionata nel novembre del 2010 con l’accusa di blasfemia contro il profeta Maometto. L’incarcerazione e la conseguente
sentenza di condanna a morte sono scaturite da una discussione che Asia ebbe con alcune colleghe di lavoro sulle differenze tra, islam e Cristianesimo. Asia lavorava come dipendente in una fattoria nella raccolta delle more nella provincia del Punjab. Un giorno passò ad alcune colleghe musulmane una tazza di acqua da bere, ma esse non
la accettarono dicendo che la tazza era stata “contaminata da una ladra infedele”. Le musulmane tormentavano Asia perché era cristiana, dicendo che, gesù era nato senza un padre.Asia rispose: “il nostro Cristo ha sacrificato la sua vita sulla croce per i nostri peccati. il nostro Cristo è vivo. Il nostro Cristo è il vero profeta di Dio”. La polizia arrestò Asia con l’accusa di aver commesso blasfemia contro Maometto nel giugno del 2009. è dovuta apparire in tribunale oltre 30 volte, prima di ricevere la sentenza di condanna a morte l’8 novembre 2010. Asia recentemente ha parlato, con i collaboratori della Missione per la chiesa Perseguitata, raccontando maggiori dettagli della sua vita in carcere, specificamente di come Dio l’abbia incoraggiata durante questi giorni di prova. Ha raccontato che ogni giorno da quando è stata svegliata da quel piccolo uccellino marrone, lui ha continuato a farle visita la mattina e anche la sera “Osservavo questo uccellino ogni giorno”, spiega Asia Bibi, “ma non riuscivo a cogliere il significato delle sue visite. Ormai, siamo diventati amici. io gli parlo e lui mi parla”. Come Dio mandò i corvi a provvedere cibo per il profeta Elia, in fuga (1 Re 17:1-7), Asia Bibi crede che Dio abbia mandato l’uccellino alla sua finestra per darle un incoraggiamento spirituale. “Quando lui viene, mi sento incoraggiata e in pace”. continua Asia. “Mi sento più serena dopo la sua visita. Penso, che questo sia un segno molto significativo da parte di Dio.
Questo uccellino viene da me ogni giorno”. lontana dalla famiglia Sono passati oltre tre anni da quando Asia è stata incarcerata per la prima volta. Suo marito, Ashiq, è stato obbligato a lasciare il lavoro per occuparsi delle loro due figlie, Isha e Isham. Ashiq visita Asia regolarmente, ma lei è sempre più affaticata dagli oltre 1.100 giorni di carcere. Asia continua a pregare che una corte d’appello pakistana riveda la sua sentenza di condanna a morte e che, possa finalmente ritornare con il marito e le figlie. nonostante sia spesso incoraggiata dalle visite del piccolo uccellino, Asia vive spesso momenti di sofferenza e solitudine, e dice che ciò che le manca di più è passare le vacanze con gli amici e la famiglia. La scorsa primavera il cuore di Asia soffriva mentre la sua famiglia celebrava un’altra Pasqua senza di lei. “Sto bene” dice, “ma essere sola e lontana dalla mia famiglia... è frustrante per me e vorrei riuscire a scappare via da questa situazione. Ogni giorno, prego il Signore, ma al momento non vedo alcuna via per la mia liberazione”. Una guardia donna è costantemente presente accanto alla
sua cella per garantire la sua sicurezza, ma Asia racconta che, spesso questa guardia lascia la propria postazione. Questo la rende ansiosa perché ha ricevuto molte minacce di morte da gruppi estremisti islamici. Si cucina persino il cibo da sola per timore di essere avvelenata. Un aiuto concreto, La Missione per la chiesa Perseguitata è stata al fianco di Asia e della sua famiglia sin dal principio. Il nostro ufficio internazionale la supporta tramite il fondo per le Famiglie dei Martiri, che copre le spese quotidiane, paga i costi delle tasse scolastiche per isha e isham e aiuta a pagare le spese legali
che sono necessarie per tenere sempre attivo il caso di Asia Bibi, nel sistema giudiziario pakistano. La Missione ha riunito oltre 150.000 pakistani in una petizione che chiede la liberazione di Asia, e fino allo scorso mese di luglio oltre 618.000 persone
in tutto il mondo hanno firmato questa petizione. Asia Bibi è sostenuta e rafforzata dalle preghiere di cristiani amorevoli di tutto il mondo. “io non conosco i loro nomi, ma so che tante persone di tutto il mondo mi stanno aiutando” dice. “Prego anch’io per loro. Prego per tutte queste persone che stanno pregando per me”. Asia Bibi è grata per l’aiuto che, ha ricevuto dalla Missione da quando questa dura prova è cominciata. “So che state aiutando me e la mia famiglia, e sono molto grata al Signore per questo. Sto anche pregando che, Dio perdoni le persone che mi hanno accusato e che mi hanno
messo in prigione. Ma io so che, il Signore aiuta i suoi figli e che, mi libererà”. Una firma è un’arma potente Quando i collaboratori della Missione per la chiesa Perseguitata hanno consegnato quasi 400.000 firme all’Ambasciata del Pakistan degli Stati Uniti, a Washington, alla fine dello scorso anno, un ufficiale dell’Ambasciata ha dichiarato che avremmo dovuto essere pazienti e attendere che, il sistema giudiziario
pakistano facesse il suo corso. Ma nel frattempo per Asia non è cambiato nulla. I vari tribunali non si sono ancora occupati del suo appello, così Asia continua a sedere nella sua cella, sola e disperata per la sua famiglia. Asia Bibi e la sua famiglia hanno già atteso abbastanza. Se non avete ancora firmato la petizione di appello per la grazia
potete farlo subito tramite il formulario qui a destra o andando sul sito www.callformercy.com. Il sito è in inglese ma accedere e firmare è molto semplice anche, per chi non capisce la lingua. Le firme della petizione saranno nuovamente portate all’ambasciata pakistana in autunno. Asia Bibi ci ha chiesto: “Per favore, informate il mondo”; continuiamo a pregare per il suo rilascio dal carcere. Desidera
anche che preghiamo affinché, lei possa rimanere ferma nella fede cristiana. “So che questa è una prova per la mia fede” ha detto. “Per diventare oro, deve essere purificata; perciò deve essere messa nel fuoco”. Mentre il sistema giudiziario pakistano ha fino a questo momento fallito nel rispondere ai nostri appelli per la grazia, noi sappiamo che le nostre suppliche sono ascoltate dal Padre Celeste. noi preghiamo che, Asia possa essere liberata da questa prova e che la sua testimonianza di fede possa servire come testimonianza a tutti gli uomini, dando gloria all’unico vero Dio