Maometto predone, maniaco, assassino, commerciante di schiavi

[ tutto il crimine di Maometto predone, maniaco, assassino, commerciante di schiavi! ] Missione per la chiesa Perseguitata. notiziario N°4 - 2013. gesù o maometto? Un breve confronto tra le figure chiave dell’Islam e del cristianesimo svela differenze incolmabili: i fautori del relativismo religioso e culturale mancano di conoscenza o sono in malafede. di Jacques-aniel Rochat di Maurizio Mirandola Con lo sviluppo delle scoperte scientifiche nel XVIII secolo, molti pensatori ritenevano che la modernità avrebbe finito per rispondere a tutti gli interrogativi posti dalla creazione, sradicando le religioni. Due secoli dopo, i misteri scientifici si sono infoltiti e il progresso non ha spento il fervore religioso, anzi, i credi e le ideologie si diffondono, plasmano i popoli e sono l’oggetto di grandi sfide politiche. la situazione dovrebbe indurci a stare molto attenti, perché se tutte le religioni, e tutte le ideologie hanno la pretesa di possedere la verità, possono portare gli uomini alla rovina. Per fare un esempio, l’ideologia comunista che ha devastato numerosi paesi e causato milioni di vittime si basava su idee brillanti, che hanno conquistato parecchi intellettuali... mentre invece si trattava di veleno! Non dimentichiamo che il nostro modo di vivere e di costruire la società è direttamente collegato a ciò in cui crediamo, e che può portarci alla felicità o alla infelicità... Con una simile posta in gioco, è preferibile esaminare con cura quello che poniamo al centro della nostra vita. Purtroppo, la nostra appartenenza religiosa dipende il più delle volte dalla nostra collocazione sociale: io sono animista, mussulmano o cristiano perché lo sono i miei genitori, i miei fratelli o il mio villaggio... Ma è una buona cosa? la dimensione religiosa, così essenziale e fondamentale, non dovrebbe basarsi su una ricerca solida e profonda? E se sì, come riuscire a fare la propria scelta davanti alla diversità delle fedi? [ Tutte le fedi sono uguali? “È chiaro che c’è un unico dio, e che ognuno lo adora a suo modo, cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, e così via!” Immagino che tutti abbiano sentito questa frase o frasi simili, tipo: “le religioni sono tutte uguali” o la variante new age: “Dio è dentro di noi”. Queste e altre amenità mostrano chiaramente il livello di ignoranza (intesa come non conoscenza) e di superficialità della maggior parte delle persone, persino quelle che, si proclamano “credenti”. Questa, tendenza a considerare tutte le religioni, o almeno le tre principali religioni monoteiste, come “uguali e interscambiabili”, a parte qualche piccolo dettaglio, e che tutte conducano al vero Dio, va sotto il nome di “relativismo”, che in questo momento rappresenta il principale pericolo per la fede cristiana. Un pericolo mortale, perché considerando tutte le fedi sullo stesso piano diventa inutile annunciare l’Evangelo di Cristo, ed è questo quello a cui punta chi vuole eliminare o “silenziare” il cristianesimo. Un cristiano che non testimonia la sua fede non è un pericolo per gli avversari di Cristo, che invece diventano molto violenti quando lo si proclama: quelli che lo fanno nei Paesi “liberi” occidentali vengono accusati di essere degli “estremisti cristiani”, quelli che lo fanno nei Paesi a maggioranza non cristiana, come la Cina, l’India o i Paesi delle “primavere” islamiche, rischiano e spesso trovano la morte. Basterebbe questo a sottolineare la diversità tra le varie fedi – nei Paesi occidentali è consentito per esempio agli imam islamici di predicare liberamente la distruzione o sottomissione dei “cani infedeli”, cioè delle stesse persone che li hanno accolti a braccia aperte – ma per amore di giustizia vogliamo invitarvi a leggere il breve saggio scritto da Jacques-Daniel Rochat che espone in maniera estremamente chiara e semplice le differenze sostanziali ed evidenti tra l’Islam e il Cristianesimo, prendendo ad esempio le due figure ciave delle due religioni: Maometto e Gesù. [ bibbia corano chi pretende di rappresentare la verità? ] Mentre il confronto fra dottrine religiose porta il più delle volte a guerre di argomenti, resta più semplice valutare il valore di una religione dal modo con cui questa si esprime alle sue origini. Per esempio, la religione israeliana, creata nel 1974, ha come origine: il “messaggio” di un francese che sostiene di aver fatto un incontro, con degli extraterrestri e di esserne il vero profeta. Anche se i suoi discorsi abilmente costruiti, seducono migliaia di fedeli, è sufficiente osservare il modo d’agire del “maestro” per capire ciò che lo anima. Così quest’uomo (riconosciuto come impostore dai suoi ex-amici), usa il suo potere sui suoi discepoli per arricchirsi e approfittare sessualmente delle donne... Se le parole possono ingannare, il modo di trattare il prossimo non mente e permette di discernere la verità. Di conseguenza, senza dibattiti teologici complessi, possiamo valutare la natura di un credo osservando il valore che questo, attribuisce agli altri. Questa analisi si può applicare all’insieme delle religioni e quindi
anche all’Islam e al Cristianesimo, che sono le due religioni più seguite. Per fare questa indagine, basta risalire alle origini e studiare i testi che ciascuna di queste religioni riconosce come testimonianza della vita del suo fondatore. Così, per Gesù disponiamo dei quattro Vangeli, e per Maometto c’è il Corano e la Sunna (l’insieme degli hadith o aneddoti che lo riguardano). Possiamo perciò partire da questi scritti, perché fanno testo. [la vita di gesù ] Gesù è nato intorno all’anno 4 della nostra era in seno al popolo ebraico. La storia di questo popolo risale a epoche molto antiche: gli scritti ritrovati nei paesi circostanti attestano la presenza degli ebrei in Israele più di 3000 anni fa. Così, all’epoca di Gesù, gli ebrei avevano già percorso un lungo cammino nella rivelazione del Dio unico e
disponevano di scritti antichissimi che parlavano di Abramo, Isacco, Mosè o Davide... Quando comincia la sua opera verso l’età di trent’anni, Gesù colpisce la sua cerchia con i suoi messaggi e miracoli. In soli tre anni esercita un ascendente tale da suscitare l’entusiasmo delle folle, ma anche una forte invidia da parte dei capi religiosi. Costoro finiscono per ottenere la sua condanna a morte per crocefissione.
Però questa fine brutale conosce uno strano finale perché migliaia, di persone si mettono a seguirlo! Per diversi secoli i cristiani verranno selvaggiamente perseguitati dagli imperatori romani, ma questo non scoraggerà affatto la convinzione dei fedeli, che continueranno a confessare la loro speranza in Dio e nella risurrezione. Malgrado le avversità, la fede cristiana si diffonderà pacificamente e toccherà numerosi paesi. la vita di maometto Maometto è nato alla Mecca nel 570 d.C. Questa città, circondata dal deserto, contava qualche migliaio di beduini e di carovanieri obbligati a fare lunghi percorsi per praticare i loro commerci. A
quell’epoca, la popolazione era in gran parte pagana e offriva culti primitivi alle divinità stellari, alla luna, all’acqua, a idoli o a pietre (come quella che si trova nel tempio cubico della Ka’ba). Degli ebrei, tra cui alcuni arabi convertiti al giudaismo e in pratica esclusi dalla Mecca, vivevano nelle vicinanze, a Medina e altrove. Anche dei cristiani si erano insediati nelle regioni vicine. L’uomo che darà origine all’Islam non conosce suo padre, e sua madre muore quando ha all’incirca sei anni. Accolto dal nonno e poi da uno zio, si sposa a venticinque anni
con una vedova della città, ricca e molto più anziana di lui. Maometto
partecipa attivamente alla vita commerciale e, grazie alle sue capacità, esercita un’influenza crescente nella zona e avrà anche diversi contatti con i cristiani. Attratto dalla solitudine, Maometto riceve la convinzione, mentre si trova a pregare in una grotta, di essere l’inviato di Dio e di dover predicare. Comincia perciò a comunicare dei messaggi in genere corti, di cinque o sei versetti: le sure. Tre anni più tardi, una cinquantina di persone, fra cui alcuni membri della sua famiglia, formano la sua comunità e i suoi discepoli s’impegnano a combattere nel nome del loro dio, Allah. Nel 622, scoppia un conflitto tra i mussulmani e i dirigenti della Mecca. Maometto fugge e va a stabilirsi a Medina, avvenimento che inaugura l’anno zero del calendario mussulmano. A Medina, Maometto cerca di instaurare un principio di uguaglianza fra la sua religione e quella delle comunità ebraiche e cristiane, ma gli ebrei radicati nella rivelazione biblica non riconoscono in lui un autentico profeta di Dio. Dopo averli spogliati dei loro beni, Maometto li caccia via da Medina. Per riprendere autorità sulla Mecca, si allea con delle tribù nomadi, moltiplica gli atti di violenza, saccheggia le carovane, che vanno alla Mecca. Durante Alcuni , interessanti libri di testimonianza e di confronto. questi combattimenti, si fa quasi annientare nel 627. Dal 628 al 632, Maometto e i suoi 1400 uomini intraprendono spedizioni guerresche e guadagnano l’appoggio delle tribù circonvicine. Nel 630, sono in 10000 a ottenere la capitolazione della Mecca, che diventa allora il suo quartier generale. Maometto muore nel 632 e lascia 80.000 fedeli pronti a continuare la
conquista. Il suo successore invia eserciti in Siria, in Iraq, in Palestina. Queste conquiste militari permetteranno alla nuova religione di diffondersi.
comportamento con gli altri Come già detto, è interessante valutare i contenuti religiosi alla luce dei comportamenti concreti. Dopo questi succinti richiami storici, ci apprestiamo perciò a considerare le testimonianze relative a Maometto e a Gesù nei loro contatti con gli altri. In prima istanza, vedremo l’atteggiamento dell’uno e dell’altro nei riguardi delle donne. Maometto. Dopo la morte della sua prima moglie (Khadija), Maometto ha preso numerose mogli: secondo Tabari (839-923), avrebbe avuto nove mogli e cinque concubine. Altre fonti indicano che alla fine della sua vita aveva dodici mogli e due concubine. Alcune di loro non hanno
avuto la possibilità di scegliere: prese la moglie di un ebreo che aveva
appena fatto uccidere e nel suo harem ha incluso una schiava cristiana. I suoi desideri lo portarono anche a volere la moglie di suo figlio adottivo, donna che finirà poi per ottenere aggirando la morale. Verso la fine della sua vita, prese per moglie una bambina di sei anni e con lei ebbe relazioni sessuali quando questa ne compì nove, mentre lui ne aveva più di cinquanta. Dopo questa rapida sintesi, si può
logicamente concludere che Maometto apprezzava il fascino delle donne, ma che le considerava esseri inferiori, da cui esigeva completa sottomissione. Gesù Come testimoniano i racconti della sua vita, Gesù non era sposato e la sua vocazione si è esercitata nel celibato e nella castità. All’epoca, la cultura e i costumi tendevano a mettere le donne in disparte e in condizione inferiore. Gesù perciò sorprende profondamente la sua cerchia accordando loro un’attenzione pervasa di rispetto e stima. Guarisce, frequenta e accoglie delle donne, e persino delle prostitute, che conduce a nuova vita. Con il suo atteggiamento e i suoi messaggi, Gesù sottolinea che la donna è uguale all’uomo e che il matrimonio è un’immagine sacra dell’amore fra Dio e gli uomini. Questo modello di coppia condanna perciò il principio della poligamia e se Gesù, non esclude il divorzio, lo considera però il frutto malvagio della durezza di cuore dell’uomo. Per finire questa veloce rassegna, è interessante notare che le donne saranno le prime a scoprire l’incredibile notizia della risurrezione del Cristo e ad annunciare la buona notizia agli uomini. comportamento, con i nemici. Per continuare questo studio comparativo, è bene ricordare che il modo con cui trattiamo i nostri nemici è il mezzo più significativo per misurare il nostro reale amore del prossimo. In effetti tutti amano i propri amici, ma che cosa succede quando colui che si comporta male o che ci detesta cade sotto il nostro pieno potere? In questo, campo, i contrasti fra l’atteggiamento di Gesù e quello di Maometto saltano agli occhi. Maometto Nel corso della sua vita, Maometto intraprende innumerevoli guerre e azioni di saccheggio durante le quali uomini, donne e bambini vengono uccisi oppure fatti schiavi. Il nome arabo di queste azioni ha dato luogo al termine “razzia”.
Nel 627, dopo una battaglia a Medina dalla quale esce vincitore, si abbandona a terribili eccessi nei confronti dei suoi prigionieri e fa Secondo la World Christian Encyclopedia pubblicata dalla Oxford University Press (David B. Barrett), Contrariamente all’Islam, il Cristianesimo non si è costruito sulla violenza o su rivendicazioni politiche. Viene associato alla violenza solo 322 anni dopo la nascita di Gesù da un imperatore romano che usa l’emblema della croce nelle sue guerre. Questo legame contro natura tra la forza delle armi e l’amore di Cristo porterà più tardi i poteri politici e religiosi ad esercitare violenza per seguire le ambizioni umane a scapito del messaggio del Vangelo. Notiamo che questo numero elevato di mogli contraddice il limite imposto dai costumi dell’epoca (e le prescrizioni del Corano!) Maometto invocherà per questo  un’autorizzazione divina speciale (v. Corano, sura 33:37 e 50). C’è anche da sottolineare che, con i suoi soldati, praticava il rapimento delle schiave (Hadith del Sahih Muslim 8:3432, 3433, 3371; v. anche
Corano 4:3).Hadith, Sahih Boukari 7:62-64: la ragazza è restata ancora nove anni con lui e Maometto è morto a 63 anni (v. anche Corano 65:4). Queste forme di consacrazione, come il nazireato (v. Numeri 6), erano usuali nella cultura
ebraica. Da notare che qualsiasi relazione con, una donna al di fuori del matrimonio avrebbe creato immediato scandalo e squalificato l’uomo che dichiarava di servire Dio. Questo episodio guerresco menzionato da Ibn Ishac è conosciuto con il nome di “Battaglia del Fossato”. Ibn Hisham, Comportamento dell’inviato di Allah, 764-5. Nel 632, Al Tabari conta 62 spedizioni guerresche. A parte alcuni periodi più calmi, come a Cordova nel XII secolo, l’Islam si manifesterà con numerose guerre: invasioni del Medio Oriente e dell’Africa del Nord a partire dal 650, distruzione di Cartagine nel 689, conquista fino a Poitiers nel 732, massacri durante la presa di
Costantinopoli nel 1453, razzie dei pirati moreschi per procurarsi schiavi cristiani sulle coste della Provenza e dell’Italia durante tutto il medioevo e il Rinascimento, assedio di Vienna da parte dei turchi nel 1683, sterminio dei greci nel 1821-1822 da parte di Ibrahim Pasha, deportazione di 17 milioni di africani nell’ambito del commercio transahariano degli schiavi. Notiamo, a quest’ultimo proposito, che non c’è stato nessun mea culpa e che la schiavitù continua, ad essere applicata in alcuni paesi mussulmani. a questo riguardo l’atteggiamento di Gesù nei confronti di una donna adultera (Giovanni 8:1-12), oppure la sua reazione pacifica nei confronti di coloro che gli si oppongono (Luca 9:51-56). Questo incredibile atteggiamento d’amore
verso gli uomini non sarà purtroppo manifestato spesso da quelli che si sono richiamati a lui. Così, la storia conta molteplici guerre e massacri perpetrati nel nome del Cristo! Com’è possibile giustificare queste atrocità quando ci si rifà
al modello di Gesù? Missione per la chiesa. Perseguitata decapitare dalle 500 alle 900 persone appartenenti a una comunità ebraica. Maometto poteva mostrarsi molto generoso e clemente, però non esitò a rompere una tregua militare per sorprendere i suoi avversari. Userà anche l’assassinio politico, incoraggiando l’uccisione di un poeta e di una madre di famiglia che criticavano il suo modo di agire. Farà torturare un vegliardo perché, gli riveli dove è nascosto il suo tesoro. Come sottolineano questi particolari, Maometto è un uomo di sangue, abituato alle armi e senza esitazione nell’infliggere crudeli sofferenze per raggiungere, le sue ambizioni. Questo uso della violenza per dominare gli altri e sottometterli alla sua fede spiega perché l’Islam è spesso un vettore di guerra. Gesù, Secondo il racconto dei Vangeli, la sola dimostrazione di forza di Gesù è consistita nel cacciare i mercanti che imperversavano nel Tempio di Gerusalemme. In questa azione simbolica, destinata a difendere, coloro che andavano a pregare, Gesù rovescia qualche tavolo, ma
non fa alcun male al prossimo. Al contrario, tutta la vita di Gesù è la dimostrazione di una bontà straordinaria nei riguardi degli altri: si prende cura dei malati, accoglie le persone messe ai margini della società, perdona coloro che lo respingono e i peccatori. Benché attorniato dall’occupante romano, non cede mai alla violenza. Notiamo che non cerca nemmeno di fermare colui che si prepara a tradirlo e che, quando viene arrestato, chiede ai discepoli di riporre le spade nel fodero. Sottolineiamo anche che quando è ingiustamente torturato, non minaccia coloro che lo ingiuriano o lo colpiscono. Il punto culminante del suo amore, si manifesta nella sofferenza finale, quando usa le sue ultime forze per chiedere a Dio di perdonare gli
uomini, suoi persecutori..