king saudi arabia, islamici Boko Haram, LEGA ARABA, Yobe, (Borno) Nigeria,

king saudi arabia, islamici Boko Haram [ LEGA ARABA] in Yobe, (Borno) Nigeria, voi avete ucciso, così bene i cristiani, martiri, sotto la egida dello ONU, che, le chiese da 488? oggi ne sono rimaste soltanto 8.. Missione per la chiesa. Perseguitata notiziario. N° 1- 2013 la Bibbia scritta con il sangue, in: nIgerIA. Questa Bibbia insanguinata è un simbolo visivo di quello che significa essere cristiani nella Nigeria del nord. la Bibbia è stata ritrovata nella Chiesa “Vita Interiore” nello stato di: gombe dopo l’attacco di un gruppo di militanti di Boko Haram il 5 gennaio 2012. Il leader della chiesa Chenma Ngwaba stava parlando durante una riunione di preghiera un giovedì sera quando tre giovani estremisti aprirono improvvisamente il fuoco attraverso le finestre della chiesa. “Stavano sparando a tutti quanti” dice Chenna, che quella notte ha perso sua moglie e suo figlio di 10 anni. L’altra sua figlia di sei anni è sopravvissuta, ma otto altri credenti furono uccisi, e altri venti feriti gravemente. Nonostante terribili attacchi come questi, i coraggiosi credenti della chiesa di Gombe e di molte altre attraverso la Nigeria, si rifiutano di cedere alla paura. “I cristiani non sono scoraggiati” afferma il Rev. Soja Bewarang, presidente della Chiesa di Cristo in Nigeria. “Noi crediamo in ciò che Cristo ci ha detto nella Scrittura, che se avevano perseguitato lui avrebbero fatto lo stesso con noi. Non siamo scoraggiati, ma piuttosto la nostra fede quotidiana si sta rafforzando”. In cerca della gloria eterna I Cristiani della Nigeria del Nord sono consapevoli di essere circondati dalla morte spirituale dell’Islam, e sono altresì consapevoli che la morte fisica può giungere in ogni momento. Sebbene il rapporto tra Cristiani e Musulmani nell’area sia stato per molti anni piuttosto teso, la situazione è precipitata nel 2009 quando la setta islamica Boko Haram ha cominciato a prendere di mira i Cristiani, la polizia e coloro che lavorano per il Governo centrale. Il nome del gruppo, una combinazione tra
l’arabo e la lingua Hausa, si può tradurre con “l’educazione occidentale è proibita” o “l’educazione occidentale è peccato”. L’obiettivo di boko Haram è quello di eliminare dalla Nigeria ogni influenza straniera, compreso il cristianesimo (che è però maggioritario nella parte meridionale del Paese). Gloria, Dauda e la loro famiglia.  per una settimana. Rimanevo a letto e non volevo vedere nessuno. Pensavo ‘Come può Dio
permettere che tutto questo accada al suo popolo?’ Ero così, arrabbiata. Ma poi ricevetti la guarigione che giunge poco a poco. è stato così atroce che Hajara sia dovuta andarsene in quella circostanza. La bibbia dice che passeremo attraverso, le prove ma che il Signore sarà sempre al nostro fianco. Lui è qui per aiutarci. Non è che lui non conosca ciò che stiamo passando. è così doloroso, ma ringrazio comunque Dio”. Gloria non avrebbe mai scelto di perdere in questo modo sua nipote, ma sa che questo è il costo di seguire Cristo e che lo stesso prezzo potrebbe essere chiesto a chiunque. “Potreste pensare che a voi non accadrà mai” dice Gloria. “Chi può dirlo? Potrebbe succedere a chiunque. Dovete essere pronti. Almeno ora ho una testimonianza da dare. Se ti siedi in un ripostiglio senza mai condividere l’Evangelo e chiedendo a Dio di far andare tutto per il meglio, quando verrà la persecuzione? Dio ti può chiamare in qualsiasi, momento, e noi dobbiamo essere pronti a rispondere. Dobbiamo preparare le nostre menti, [[ rottami dell’autobomba che ha distrutto la chiesa e ucciso, tra gli altri, Hajara. Hajara (a sinistra) aiutava Gloria a curare la sua bimba. Shiphra (a destra). specialmente noi Cristiani che stiamo passando attraverso questa tribolazione, questa persecuzione. Questo innalza i nostri scopi spirituali, ci fa diventare realmente maturi in Cristo”. maturi e più forti in Cristo Gloria e la sua famiglia sono ritornate in chiesa la domenica successiva. “Hajara era una ragazza cresciuta nella povertà ma che è morta con grande onore. Io so cosa significa essere perseguitati, e so anche cosa significa essere guariti giorno per giorno. Il nostro scopo è la gloria eterna”. La Missione per la Chiesa perseguitata lavora ogni giorno al fianco di persone come Gloria e come il pastore Chenma Ngwaba per aiutare questi nostri fratelli e sorelle a vivere nonostante il grande sacrificio e il grande pericolo che corrono per condividere l’Evangelo. Preghiamo per loro e per tutti i Cristiani della Nigeria, soprattutto nel Nord, che possano resistere fermamente nella fede contro questi attacchi e che possano testimoniare Cristo con potenza. Che siano di esempio per noi e scaccino i nostri timori quando dobbiamo testimoniare la nostra fede agli altri, senza timore di essere uccisi

Benjamin Netanyahu. avere una qualsiasi relazione giuridica o economica, con qualcuno, che, non riconosce giuridicamente la tua esistenza? è alto tradimento! ed io personalmente, verrò in Palestina a fucilarti! perché, tu meriti di fare la morte del traditore!

 La VERA voce di Israele: Succot, o Festa delle Capanne di EDDA FOGAROLLO
Continuiamo il nostro percorso attraverso le Feste ebraiche, trattando la Festa
di succot che, secondo la Bibbia (Levitico 23), inizia il 15 del settimo mese di Etanim (Tishri), settembre-ottobre nel nostro calendario, e dura sette giorni. succot, che in Ebraico significa capanne, è nota anche come Festa dei tabernacoli o delle Capanne,ma viene anche chiamata “Festa della nostra gioia” per la raccolta dei frutti della terra che Dio dona al suo popolo nella stagione autunnale, ed è anche l’ultima delle tre feste, ordinate da Dio, che prevedevano che i pellegrini si recassero a Gerusalemme. Le Sh’losha Regalim, feste di pellegrinaggio, nella Bibbia sono: pesach (Pasqua), Shavuot (Festa delle Settimane o Pentecoste in greco), e succot (Capanne-tabernacoli). Purtroppo però, se il popolo ebraico, prima della distruzione del Tempio (avvenuta per mano dell’esercito di tito nel 70 d.C.), in osservanza della torah, si poteva recare a Gerusalemme (come descritto in Esodo 23:14-17 e 34:18-23, e Deuteronomio 16) per celebrare la festa con i cohanim (i sacerdoti) presso il Tempio, dopo, la distruzione del luogo sacro, le celebrazioni non poterono più continuare su scala nazionale, ma localmente, nelle sinagoghe. Dopo la nascita dello stato d’Israele (nel
1948) l’osservanza nazionale viene ripresa e, in seguito, con l’unificazione di Gerusalemme (1967) il Muro Occidentale diventa il luogo, di preghiera e di incontro per emulare le Feste che si svolgevano nel Tempio. Come sovente la bibbia invita a salvezza! O Signore, facci prosperare!” Con un altro fascio contenente cinque rami di
Aravah (salice frondoso), leggono una serie di versi liturgici che culminano con
Kol mevasser, mevasser ve-omer (La voce dell’araldo proclama e annuncia), un’espressione di speranza per il rapido arrivo del Messiah. Poi il fascio di rami di Aravah viene battuto contro il terreno fino a che le foglie cadono sul terreno, a simboleggiare la loro prostrazione, la cancellazione dei peccati e il bisogno di
pioggia (fisica, ma anche spirituale). succot quindi è ricca di significati biblici e profetici sia nell’Antico Testamento, sia nel Nuovo Testamento. è sicuramente noto a tutti che nel Vangelo di Giovanni (capitolo 7) Gesù partecipò a questa celebrazione, recandosi
al Tempio per la festa di Succot, nel giorno della Grande Supplica, quando si alzò e disse: “Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Giovanni 7:38). Quell’acqua viva che testimonia della presenza di Dio in noi.
“Tutti quelli che saranno rimasti di tutte le nazioni venute contro Gerusalemme, saliranno di anno in anno a prostrarsi davanti al Re, al Signore degli eserciti, e a celebrare la festa delle Capanne. Quanto a quelli delle famiglie della terra che
non saliranno a Gerusalemme per prostrarsi davanti al Re, al Signore degli eserciti, non cadrà pioggia su di loro”(zaccaria 14:16-17). Il piano di Dio per il popolo ebraico era che fosse una benedizione per tutte le nazioni. A conferma di ciò, basti ricordare che durante succot, quando esisteva il tempio di Gerusalemme, venivano offerti in maniera profetica 70 buoi, corrispondenti a 70 nazioni (il numero 70 non indica che le altre nazioni sono escluse, ma è un numero simbolico) che sarebbero andate a Gerusalemme a pregare il Dio d’Israele... queste nazioni siamo noi, gentili, che Dio nel suo infinito amore, ha innestato nell’olivo, nella radice ebraica (Romani 11). Edda Fogarollo è autrice del libro: vERSO LO STATO dI ISRAELE (in uscita prossimamente) fare, il popolo ebraico tramanda di generazione in generazione la torah e ricorda ciò che l’Eterno ha fatto. Per questo, durante la festività, ogni famiglia costruisce la propria Capanna (sukkah) all’aria aperta e rivolge il suo sguardo al Creatore del cielo, delle stelle e dell’universo, a ricordare che Dio ha condotto fuori dall’Egitto e guidato con la sua shekinah (nuvola di giorno, fuoco di notte), il suo popolo per quarant’anni nel deserto. Molte famiglie, ancora oggi, trascorrono gran parte dei sette giorni di celebrazione mangiando e dormendo sotto le capanne. Un fascio (lulàv) composto da un ramo di palma, due di salice, tre di mirto e da un cedro viene fatto ondeggiare durante le preghiere: ciò è ricco di importanti significati, uno dei quali è quello secondo cui alle varie specie vegetali vengono paragonati gli esseri umani: seppur essi abbiano diverse espressioni e diverse manifestazioni sono amati da Dio e tutti assieme si incontrano sotto la sukkah per adorare Dio uniti. Ciascuno degli elementi vegetali rappresenta una tipologia di essere umano con diverse caratteristiche: la palma, pianta senza profumo, ma il cui frutto è saporito; il salice non ha né sapore né profumo; il mirto è profumato; il cedro ha sapore e profumo. Il settimo giorno di Succot è conosciuto come Hoshana Rabbah, cioè la “Grande Supplica”. Questo giorno è caratterizzato da un servizio speciale del mattino in cui sette gruppi di adoratori sventolano il fascio di Lulàv, ripetendo il versetto 25 del Salmo 118:“o signore, dacci la salvezza!